Bavarese fragola e cioccolato
Ingredienti per 6 persone
100 G di Fragole
4 Cl di Sciroppo Di Zucchero
3 Cl di Cointreau
Glassa Al Cioccolato
1 Cucchiaio di Rum
6 Fiorellini Di Meringa
Per La Crema:
90 G di Zucchero
1 Arancia (succo E Scorza Grattugiata)
3 Tuorli D'uovo
25 Cl di Latte
4 Fogli di Colla Di Pesce
25 Cl di Panna Montata
Ricetta
Frullate le fragole insieme allo sciroppo di zucchero e al Cointreau. In una casseruola mescolate lo zucchero, il succo e la scorza grattugiata dell'arancia e portate a ebollizione. Togliete dal fuoco e, quando lo sciroppo è tiepido, incorporatevi i tuorli, quindi il latte bollente. Scaldate la crema e, quando si è addensata, toglietela dal fuoco e scioglietevi la colla di pesce precedentemente ammollata in acqua fredda e strizzata; lasciate raffreddare, quindi incorporatevi la panna montata. Mescolate 1/3 di questa crema alla purea di fragole e distribuitela in sei stampini individuali da 12 cl l'uno. Mettete la crema all'arancia in una tasca di tela con bocchetta liscia e, seguendo le indicazioni riportate nella ricetta 'Bavarese alla vaniglia e al caffè'', formate all'interno della crema di fragole un 'cuore' all'arancia. Sformate le piccole bavaresi quando sono ben fredde, guarnitele con i fiorellini di meringa e servitele accompagnandole con una salsa di cioccolato aromatizzata al rum. Per prepararla sciogliete in una casseruola a fuoco basso la glassa al cioccolato insieme a un cucchiaio di rum, mescolando accuratamente con un cucchiaio di legno per amalgamare bene gli ingredienti.
Il blog senza pretese di Cucina - Fotografia - Musica e Poesia
mercoledì 1 giugno 2011
martedì 31 maggio 2011
Cerchio vitale di spicchi d’uovo di Dante
Eccovi una storiella su Dante Alighieri, che d'estate soleva sedersi sopra una pietra nel centro di Firenze. Una sera un tale, a lui ignoto, nel passargli davanti gli domandò: "Qual'è il boccone più squisito?" e Dante rispose: "Un uovo". L'anno seguente, alla stessa ora il poeta era seduto sulla medesima pietra a godere il fresco della sera e quel tale, che Dante non aveva più visto, ripassando di lì si fermò e gli domandò: "Con che?" e Dante senza esitare gli rispose: "Col sale".
(P.S. In piazza Duomo al n° 54, alla base di un pilastro, una lapide indica il luogo dov'era il "Sasso di Dante").
Preparazione
Mondare dei carciofi eliminando le foglie dure, poi tenerli a bagno in acqua fredda acidulata. Rassodare delle uova immergendole una alla volta in acqua bollente per 10 minuti. Sgocciolarle, raffreddarle e sgusciarle, per poi dividerle in quartini. Lessare in acqua bollente leggermente salata i carciofi, sgocciolarli, asciugarli e dividerli a spicchi per presentarli al centro di un’antipastiera conditi con una salsetta composta d’olio, succo di limone, sale, pepe.
Rifinire la portata con i quartini d’uova sode adagiati a cerchio intorno ai carciofi.
Fonte
TaccuiniStorici.it testata di Alex Revelli Sorini - Rivista multimediale curata in collaborazione con
l' Accademia Italiana Gastronomia Storica dove si propongono storie e tradizioni della cultura gastronomica mediterranea.
(P.S. In piazza Duomo al n° 54, alla base di un pilastro, una lapide indica il luogo dov'era il "Sasso di Dante").
Preparazione
Mondare dei carciofi eliminando le foglie dure, poi tenerli a bagno in acqua fredda acidulata. Rassodare delle uova immergendole una alla volta in acqua bollente per 10 minuti. Sgocciolarle, raffreddarle e sgusciarle, per poi dividerle in quartini. Lessare in acqua bollente leggermente salata i carciofi, sgocciolarli, asciugarli e dividerli a spicchi per presentarli al centro di un’antipastiera conditi con una salsetta composta d’olio, succo di limone, sale, pepe.
Rifinire la portata con i quartini d’uova sode adagiati a cerchio intorno ai carciofi.
Fonte
TaccuiniStorici.it testata di Alex Revelli Sorini - Rivista multimediale curata in collaborazione con
l' Accademia Italiana Gastronomia Storica dove si propongono storie e tradizioni della cultura gastronomica mediterranea.
lunedì 30 maggio 2011
Ricette (piatto estivo)
Insalata di riso ai frutti di mare
Ingredienti per 4 persone
200 G di Riso A Chicco Lungo
1 Peperone Giallo
1 Peperone Rosso
1 Carota Bollita
1 Mango Piccolo Non Troppo Maturo
300 G di Cozze
300 G di Vongole
500 G di Pesce Con Polpa Bianca E Soda
8 Code di Scampi
2 Cucchiai di Olio D'oliva
1 Cipolla Tritata
Per Il Condimento:
2 Peperoncini Piccanti Dei Caraibi
2 Cucchiai diAceto Di Vino Bianco
6 Cucchiai di Olio D'oliva
Sale
2 Cipollotti Tritati
2 Cucchiai di Erbe Fresche Tritate (prezzemolo, Menta)
Ricetta
Lessate al dente il riso in una pentola con acqua bollente, scolatelo e passatelo sotto l'acqua corrente per raffreddarlo e bloccarne la cottura. Lavate i peperoni, privateli dei semi e delle membrane bianche interne, infine riduceteli a striscioline. Tagliate a rondelle la carota bollita; pelate il mango, eliminate il nocciolo e riducete la polpa a listerelle. Pulite le cozze e le vongole, ponetele in una casseruola con il coperchio e fatele cuocere 15 minuti a calore moderato. Tagliate a pezzetti la polpa del pesce; lavate le code di scampi ed eliminate le interiora. Fate soffriggere la cipolla in una capace casseruola con l'olio, a calore moderato per 4-5 minuti. Unite il pesce e gli scampi e fateli cuocere per 10 minuti, dopodichè toglieteli dal recipiente con un mestolo forato e lasciateli raffreddare. Fate ridurre il loro fondo di cottura a circa un quarto della quantità iniziale, quindi mettetelo da parte. Pulite i peperoncini, tritatene la polpa e ponetela in una ciotola. Unitevi sei cucchiai del fondo di cottura del pesce, l'aceto, l'olio, il sale necessario, le erbe e i cipollotti tritati. Mescolate con cura, in modo da ottenere una salsetta omogenea. Raccogliete in una piccola insalatiera il riso, le cozze e le vongole complete di guscio, i pezzi di pesce, le code degli scampi, le striscioline di peperone e di mango e le rondelle di carota, cospargete il tutto con la salsetta preparata e mescolate in modo che il condimento possa distribuirsi uniformemente. Fate riposare l'insalata in frigorifero per un'ora prima di servire.
Ingredienti per 4 persone
200 G di Riso A Chicco Lungo
1 Peperone Giallo
1 Peperone Rosso
1 Carota Bollita
1 Mango Piccolo Non Troppo Maturo
300 G di Cozze
300 G di Vongole
500 G di Pesce Con Polpa Bianca E Soda
8 Code di Scampi
2 Cucchiai di Olio D'oliva
1 Cipolla Tritata
Per Il Condimento:
2 Peperoncini Piccanti Dei Caraibi
2 Cucchiai diAceto Di Vino Bianco
6 Cucchiai di Olio D'oliva
Sale
2 Cipollotti Tritati
2 Cucchiai di Erbe Fresche Tritate (prezzemolo, Menta)
Ricetta
Lessate al dente il riso in una pentola con acqua bollente, scolatelo e passatelo sotto l'acqua corrente per raffreddarlo e bloccarne la cottura. Lavate i peperoni, privateli dei semi e delle membrane bianche interne, infine riduceteli a striscioline. Tagliate a rondelle la carota bollita; pelate il mango, eliminate il nocciolo e riducete la polpa a listerelle. Pulite le cozze e le vongole, ponetele in una casseruola con il coperchio e fatele cuocere 15 minuti a calore moderato. Tagliate a pezzetti la polpa del pesce; lavate le code di scampi ed eliminate le interiora. Fate soffriggere la cipolla in una capace casseruola con l'olio, a calore moderato per 4-5 minuti. Unite il pesce e gli scampi e fateli cuocere per 10 minuti, dopodichè toglieteli dal recipiente con un mestolo forato e lasciateli raffreddare. Fate ridurre il loro fondo di cottura a circa un quarto della quantità iniziale, quindi mettetelo da parte. Pulite i peperoncini, tritatene la polpa e ponetela in una ciotola. Unitevi sei cucchiai del fondo di cottura del pesce, l'aceto, l'olio, il sale necessario, le erbe e i cipollotti tritati. Mescolate con cura, in modo da ottenere una salsetta omogenea. Raccogliete in una piccola insalatiera il riso, le cozze e le vongole complete di guscio, i pezzi di pesce, le code degli scampi, le striscioline di peperone e di mango e le rondelle di carota, cospargete il tutto con la salsetta preparata e mescolate in modo che il condimento possa distribuirsi uniformemente. Fate riposare l'insalata in frigorifero per un'ora prima di servire.
Mozzarella alla pizzaiola di Goethe
Nel '700, la bufala fà il suo ingresso nella letteratura ed in particolare nei diari del Grand Tour, il viaggio che i rampolli delle più importanti casate europee facevano come fonte di conoscenza ed informazione.
Uno degli autori di queste esperienze fu Goethe, romanziere, drammaturgo, scienziato, fra i più grandi poeti del Romanticismo tedesco.
Sembra che il creatore dell’immortale Faust, nel 1787 durante uno dei suoi viaggi in Italia, abbia molto gustato la mozzarella fatta con il latte di bufala.
Ecco ciò che scrisse a proposito della sua gita ai templi di Paestum:
"La mattina dopo, per tempissimo, trottammo per vie impraticabili e qua e là paludose fino al piede di due belle montagne, attraversando canali e ruscelli e incontrando bufali dall'aspetto di ippopotami e dagli occhi selvaggi e iniettati di sangue".
Ricetta
La preparazione gastronomica che vi propongo è quella di un piatto tipico campano.
In una casseruola bassa e larga fate imbiondire dell’aglio con un pò di olio e aggiungete dei pomodorini o dei pelati. Fate cuocere a fuoco moderato per dieci minuti. Intanto tagliate della mozzarella a fette non sottili, disponete nel sughetto e rigiratele; aggiungete un pò di origano. E' importante che la mozzarella cuocia poco.
Fonte
TaccuiniStorici.it testata di Alex Revelli Sorini - Rivista multimediale curata in collaborazione con l' Accademia Italiana Gastronomia Storica dove si propongono storie e tradizioni della cultura gastronomica mediterranea.
sabato 28 maggio 2011
I frutti
Lì a Frascati
i muri bucherellati
dalla morte,
gli occhi della guerra alle finestre,
però la pace mi riceveva
con un sapore d'olio e di vino,
mentre tutto era semplice come il paese
che mi offriva
il suo tesoro verde:
le piccole olive,
freschezza, sapore puro,
misura deliziosa,
capezzolo del giorno azzurro,
amore terrestre.
Pablo Neruda "L'uva e il vento"
i muri bucherellati
dalla morte,
gli occhi della guerra alle finestre,
però la pace mi riceveva
con un sapore d'olio e di vino,
mentre tutto era semplice come il paese
che mi offriva
il suo tesoro verde:
le piccole olive,
freschezza, sapore puro,
misura deliziosa,
capezzolo del giorno azzurro,
amore terrestre.
Pablo Neruda "L'uva e il vento"
venerdì 27 maggio 2011
La bistecca alla fiorentina
Fatti avanti, bistecca sui ferri, tagliata nel manzo giovane, con la costola attaccata;
...tu vai cotta con gran fuoco di carbone di leccio dall'una e dall'altra parte;
fino a che i ferri della graticola v'abbiano lasciato la loro ombra,
condita con una spruzzatina d'olio di sale di pepe;
fatti avanti, senza vergogna, guarda senza timore la faccia sanguinante
del rosbiffe all'inglese e quella mascherata della cotoletta alla milanese;
non hai certo da scomparire al paragone.
Da "Vita di N.Machiavelli"
...tu vai cotta con gran fuoco di carbone di leccio dall'una e dall'altra parte;
fino a che i ferri della graticola v'abbiano lasciato la loro ombra,
condita con una spruzzatina d'olio di sale di pepe;
fatti avanti, senza vergogna, guarda senza timore la faccia sanguinante
del rosbiffe all'inglese e quella mascherata della cotoletta alla milanese;
non hai certo da scomparire al paragone.
Da "Vita di N.Machiavelli"
Due ricette di Hemingway
Hemingway, il celebre scrittore americano, premio Nobel nel 1954, fu un profondo conoscitore e ammiratore dell’Italia. Non faceva mistero delle sue grandi passioni: l’azione, le belle donne, la buona tavola e l'alcool, predilezioni che certamente ebbe modo di sperimentare durante la sua prima permanenza in Italia fra il 1918-19. Ne rimane traccia in molti passi del libro “Addio alle armi”, in cui mentre la gente si accontentava di pane vecchio e formaggio affumicato, il protagonista si toglie il lusso di disquisire se sia meglio il Capri bianco secco o il Barbera. Oppure ordina in albergo una cenetta intima a base di gallo di montagna, soufflè di patate, purè di castagne, insalata, e zabaione.
Non c’è passo nei romanzi di Hemingway, in cui non faccia capolino un ristorante, una trattoria o un caffè, dove fare una pausa di riflessione.
Merluzzo (baccalà) e fagioli di Hemingway
“Mettete in acqua mezzo chilo di merluzzo. Dopo mezz’ora toglietelo e lasciatelo a bagno tutta la notte. Poi, per un’ora, in acqua corrente.
In una padella, dove avrete riscaldato due cucchiai d’olio d’oliva, mettete una cipolla tagliata a fette, due spicchi d’aglio tritato, due pomodori a fette, un peperone idem, due foglie d’alloro, abbondante pepe rosso, mezzo cucchiaio di zucchero, semi di finocchio, origano e maggiorana, pepe nero, mezzo bicchiere di vino bianco.
Cuocere per mezz’ora, poi aggiungete il merluzzo e cuocete per altri venti minuti.
Aggiungete due etti di sgombri tagliati, e funghi.
Cuocere ancora per dieci minuti. Servire con condimento di fagioli”.
Soufflé di patate alla Hemingway
Sbucciate delle patate, tagliatele a dadi e mettetele in una casseruola. Aggiungete un cucchiaino di sale e coprite con acqua fredda. Portate ad ebollizione e lasciate cuocere fino a quando le patate non saranno tenere.
Scolatele e passatele dallo schiacciapatate sopra una ciotola con del latte freddo. Mescolate, unite dei tuorli d’uovo, del formaggio grattugiato, e condite con sale, poco pepe e una grattata di noce moscata. Unite a questo punto degli albumi montati a neve ben soda con un pizzico di sale.
Fonte
TaccuiniStorici.it testata di Alex Revelli Sorini - Rivista multimediale curata in collaborazione con l' Accademia Italiana Gastronomia Storica dove si propongono storie e tradizioni della cultura gastronomica mediterranea.
Non c’è passo nei romanzi di Hemingway, in cui non faccia capolino un ristorante, una trattoria o un caffè, dove fare una pausa di riflessione.
Merluzzo (baccalà) e fagioli di Hemingway
“Mettete in acqua mezzo chilo di merluzzo. Dopo mezz’ora toglietelo e lasciatelo a bagno tutta la notte. Poi, per un’ora, in acqua corrente.
In una padella, dove avrete riscaldato due cucchiai d’olio d’oliva, mettete una cipolla tagliata a fette, due spicchi d’aglio tritato, due pomodori a fette, un peperone idem, due foglie d’alloro, abbondante pepe rosso, mezzo cucchiaio di zucchero, semi di finocchio, origano e maggiorana, pepe nero, mezzo bicchiere di vino bianco.
Cuocere per mezz’ora, poi aggiungete il merluzzo e cuocete per altri venti minuti.
Aggiungete due etti di sgombri tagliati, e funghi.
Cuocere ancora per dieci minuti. Servire con condimento di fagioli”.
Soufflé di patate alla Hemingway
Sbucciate delle patate, tagliatele a dadi e mettetele in una casseruola. Aggiungete un cucchiaino di sale e coprite con acqua fredda. Portate ad ebollizione e lasciate cuocere fino a quando le patate non saranno tenere.
Scolatele e passatele dallo schiacciapatate sopra una ciotola con del latte freddo. Mescolate, unite dei tuorli d’uovo, del formaggio grattugiato, e condite con sale, poco pepe e una grattata di noce moscata. Unite a questo punto degli albumi montati a neve ben soda con un pizzico di sale.
Fonte
TaccuiniStorici.it testata di Alex Revelli Sorini - Rivista multimediale curata in collaborazione con l' Accademia Italiana Gastronomia Storica dove si propongono storie e tradizioni della cultura gastronomica mediterranea.
Ubriacatevi
Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: è l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta,
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"E' l'ora di ubriacarsi !"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.
Charles Baudelaire
Tutto sta in questo: è l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta,
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"E' l'ora di ubriacarsi !"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.
Charles Baudelaire
giovedì 26 maggio 2011
Ricette (primi piatti)
Pasta alla Norma
La pasta alla Norma è un piatto originario della città di Catania, a base di pasta (solitamente pasta corta) condita con pomodoro, e con l'aggiunta successiva di melanzane fritte, ricotta salata e basilico.
Sembrerebbe che a dare il nome Norma alla ricetta sia stato Nino Martoglio, il noto commediografo catanese. Davanti ad un piatto di pasta così condito esclamò: "È una Norma!" ad indicarne la suprema bontà, paragonandola all'opera di Vincenzo Bellini.
Ingredienti per 4 persone
350 G Pasta Tipo Penne
3 Melanzane
450 G Pomodori Pelati
100 G Ricotta Salata
1 Spicchio Aglio
6 Foglie Basilico
4 Cucchiai Olio D'oliva
Sale
Pepe
Preparazione
Tagliate a fettine le melanzane, cospargetele di sale perché perdano un po' del loro amaro e poi friggetele in olio bollente. Asciugatele su carta assorbente. In un tegame scaldate quattro cucchiai d'olio e insaporitevi l'aglio schiacciato, i pelati a pezzetti, il basilico. Salate, pepate. Cuocete per mezz'ora, frullate il tutto. Grattugiate la ricotta. Lessate le penne in acqua salata a bollore, scolatele e mettetele in un grande piatto da portata un po' fondo. Cospargetele con metà ricotta, distribuite il sugo e sopra uno strato di melanzane fritte. Cospargetele con la ricotta avanzata e servite senza mescolare.
La pasta alla Norma è un piatto originario della città di Catania, a base di pasta (solitamente pasta corta) condita con pomodoro, e con l'aggiunta successiva di melanzane fritte, ricotta salata e basilico.
Sembrerebbe che a dare il nome Norma alla ricetta sia stato Nino Martoglio, il noto commediografo catanese. Davanti ad un piatto di pasta così condito esclamò: "È una Norma!" ad indicarne la suprema bontà, paragonandola all'opera di Vincenzo Bellini.
Ingredienti per 4 persone
350 G Pasta Tipo Penne
3 Melanzane
450 G Pomodori Pelati
100 G Ricotta Salata
1 Spicchio Aglio
6 Foglie Basilico
4 Cucchiai Olio D'oliva
Sale
Pepe
Preparazione
Tagliate a fettine le melanzane, cospargetele di sale perché perdano un po' del loro amaro e poi friggetele in olio bollente. Asciugatele su carta assorbente. In un tegame scaldate quattro cucchiai d'olio e insaporitevi l'aglio schiacciato, i pelati a pezzetti, il basilico. Salate, pepate. Cuocete per mezz'ora, frullate il tutto. Grattugiate la ricotta. Lessate le penne in acqua salata a bollore, scolatele e mettetele in un grande piatto da portata un po' fondo. Cospargetele con metà ricotta, distribuite il sugo e sopra uno strato di melanzane fritte. Cospargetele con la ricotta avanzata e servite senza mescolare.
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